Le superfetazioni nel loggiato del Sinagra a Ispica Ispica

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Ispica – Giriamo, la segnalazione che ci giunge da cittadini ispicesi, condividendone il profondo rammarico.- La  Basilica di S. Maria Maggiore a Ispica, racchiusa entro una bella cancellata in ferro battuto colonne , iniziata dopo il terremoto del 1693 per accogliere la statua del Cristo alla Colonna, fu completata nel 1725 su progetto del siracusano Rosario Gagliardi. Solo due anni dopo, un secondo terremoto fece crollare gran parte della Basilica, che fu ricostruita nell'arco del trentennio successivo, mentre nel 1749 Vincenzo Sinagra, originario di Noto, realizzò lo scenografico loggiato, ispirandosi al colonnato di San Pietro. Ha forma semiellittica, con tre logge centrali e altre dieci per parte, che all'inizio del secolo scorso furono adibite a botteghe.  L’incuria, la disattenzione, non contribuiscono certo al mantenimento dell’opera in buono stato.  L’uso non … appropriato di parti della struttura (utilizzate come comodo supporto per fari e lampioni!), avvincenti partite a pallone, il libero…. accesso sui tetti, i controlli inesistenti in uno a generalizzata incompetenza impongono un urgente restauro.  

Fonte: RagusaNews  (leggi originale)

Cultura Ispica – Se un vino si chiama Spaccaforno

Ispica – Spaccaforno 2010 di Riofavara. L'azienda si trova ad Ispica, nella zona che alcuni intendono come il cuore storico del Nero d'Avola. Il proprietario Massimo Padova, che dirige il lavoro nel campo, ci fa presente che la peculiarità delle loro viti sta principalmente nel clone, un clone veramente aziendale nel senso che le marze con cui è avvenuta la propagazione della vigna, sono ricavate selezionando le vecchie viti, a loro volta sempre ricavate da quelle più vecchie. Praticamente è il modello della catena di Sant'Antonio applicato al NdA. A questo aggiungiamo le caratteristiche pedoclimatiche della zona, la sua vocazione al vitigno ed otteniamo una miscela esplosiva positiva. La famiglia Padova ha continuato ad adottare anche le vecchie tradizioni del territorio per cui il NdA non era completamente monovitigno, ma c'era sempre un 5/10% di altre uve localiquali l'Albanello, il Moscatello, il Nero grosso, il Surra un fratello del Frappato. Come se non bastasse la tradizione della vigna si è aggiunta una conduzione agronomica d'altri tempi, quando la chimica era praticamente assente, quindi una coltivazione di tipo biologico. Siamo sui 150 m vicino al mare e questo clone matura più tardi, per cui la vendemmia, selettiva, avviene dalla metà di settembre. Dopo una raccolta manuale e una diraspatura delicata, una macerazione di circa 7 giorni in tini di grande diametro per evitare la produzione di molta feccia, effettuata la malolattica, il vino matura in tonneaux e barriques per 6 mesi, cui seguono altri 6 mesi in acciaio e 10 in bottiglia. Sotto la guida degli enologi Nino di Marco e Peter Vinding si ottiene un vino naturale, senza trattamenti tecnici particolari, senza aggiunte chimiche, fermentato dai lieviti spontanei. Facciamo subito presente che l'annata 2010 sarà in commercio alla fine dell'anno per cui il vino non si è completamente assestato; è come un puledro di razza che ancora non è stato addomesticato per diventare un futuro campione. La retroetichetta, con rispetto per il consumatore, specifica che oltre al NdA sono presenti piccole percentuali di vitigni locali, che sono quelli sopra già indicati.   Versiamo nel calice e risulta un colore rubino classico, profondo; lo ossigeniamo un poco e l'avviciniamo al naso. Si avverte immediatamente un sentore erbaceo, di fiori secchi e quasi nient'altro. Continuiamo a roteare, a dare ossigeno ed ecco che il vino va cambiando, piano piano l'erbaceo di allontana per poi svanire quasi del tutto ed è soppiantato dalla marasca sotto spirito, seguita dalla ciliegia e da lievi frutti rossi. Effettivamente ci troviamo al cospetto di un NdA diverso, non omogenizzato, che non strizza l'occhio ai canoni globalizzati. L'intensità olfattiva è ottima e siamo attratti dallo scoprire come si evolve nel bicchiere. Anche al palato è un vino dalla doppia personalità, alla prima ossigenazione risulta quasi squilibrato con immediate sensazioni di acidità, con un amaro eccessivo, da delusione. Invece dando aria ecco che viene fuori il dottor Jekill, quello buono; l'acidità s'invola, l'amaro si attenua e l'amarena si sveglia dal suo torpore, il vino diventa piacevole, lungo, con tannini equilibrati. Ecco untipico vino naturale, un vino che deve molto ossigenarsi per estrinsecare le sue qualità. Questo è anche dovuto alla minima anidride solforosa aggiunta, alla tipicità del clone e specialmente al non completo affinamento in bottiglia. Sono state prodotte 21.000 bottiglie commercializzate nei canali HoReCa a 15 euro. L'abbiamo abbinato ad una pasta con i pomodorini di Pachino a crudo, ad una cotoletta, ad un pecorino primosale.     Cronache di gusto

Fonte: RagusaNews  (leggi originale)

Calcio a 5, Arcobaleno Ispica campione di Sicilia Ispica

Ispica – Arcobaleno Ispica Campione di Sicilia. I Giovanissimi dell'Arcobaleno Ispica si sono laureati Campioni di Sicilia vincendo la finalissima di Regalbuto contro i messinesi della Nuova Rinascita Patti di Barcellona con il risultato di 5-3.I ragazzi ispicesi salgono sorprendentemente per la prima volta sul tetto di Sicilia superando formazioni di rango e squadre di città con un bacino di giovani nettamente superiore a quello di una cittadina più piccola come Ispica. I ragazzi dell'Arcobaleno,  allenati da Fabio Lorefice, hanno sorpreso tutti e sbaragliato la concorrenza. Dopo essersi laureati Campioni Provinciali 2012, vincendo 13 partite su 14 nel campionato, hanno superato l'Hellenika Siracusa nel doppio confronto andata-ritorno, poi hanno battuto in semifinale la super favorita Meridiana di Catania, in una partita che ha emozionato tutti i tifosi dei piccoli calciatori ispicesi che hanno riempito le tribune del Brancati. Dopo aver sprecato un vantaggio di 9-5 è arrivata  la vittoria ai calci di rigore. Quindi la finalissima di Regalbuto, disputata Lunedi 30 aprile, che ha consacrato i Giovanissimi (ragazzi di età di 14 anni) campioni regionali. Dopo aver sbloccato la partita con Di Benedetto i giovani dell'Arcobaleno hanno subito il pari dei messinesi, ma prima dell'intervallo il capitano Antonio Lupo da il nuovo vantaggio ai propri compagni. Chiuso il 1' tempo avanti 2-1 i ragazzi di Fabio Lorefice nel 2' tempo  hanno prima subito il nuovo pareggio ma poi sul 2-2 hanno capovolto la partita tutta dalla loro parte raggiungendo il vantaggio di 5-2 e controllando poi la gara. Negli ultimi 10 minuti parecchia ansia dopo il gol dei messinesi del 3-5, tanta sofferenza nei minuti finali ma al triplice fischio tantissima gioia per i ragazzi ispicesi e per i tifosi, genitori e dirigenti dell'Arcobaleno giunti sino a Regalbuto per assistere alla finale. Questi i piccoli campioncini che hanno portato i colori della nostra città sul tetto di Sicilia: il capitano Antonio Lupo che ha sollevato la Coppa, Davide Di Benedetto capocannoniere della squadra e miglior giocatore della finale, il portiere Daniele Sessa, Giovanni Corallo, Alex Gambuzza, Angelo Maltese, Omar Raadania, Antonio Barone, Salvatore Sortino. Oltre al lavoro dell'allenatore Fabio Lorefice, che ha iniziato gia' l'anno scorso a preparare questi ragazzi, hanno contribuito al raggiungimento di questo prestigioso obiettivo i vari Rizza, Lupo, Vitrano Di Martino che hanno collaborato nella gestione tecnica della squadra. Adesso qualche giorno di meritato riposo e poi riprenderanno gli allenamenti in vista della fase nazionale in cui i Giovanissimi dell'Arcobaleno Ispica giocheranno per lo scudetto. Nel calcio a 5 si assegna lo scudetto, i titolo di Campioni d'Italia è un sogno sia per i ragazzi sia per la città di Ispica. Tutte le speranze del Comitato Siciliano sono affidate ai nostri ragazzi per portare il titolo di campioni d'Italia in Sicilia, ma più che altro sarebbe la prima volta per Ispica e per l'Arcobaleno. Con il titolo regionale  la scuola calcio a 5 e il vivaio dell'Arcobaleno hanno ottenuto un grande riconoscimento: frutto del grande lavoro dei tecnici e delle intuizioni del Presidente Carmelo Re che ha rafforzato il vivaio e il progetto del settore giovanile.

Fonte: RagusaNews  (leggi originale)

ISPICA – Viabilità disastrosa ad Ispica secondo Campo di Fli

ISPICA – 25/02/2012 – L’incolumità degli ispicesi non è garantita? " sufficiente scrive Campo in una nota una passeggiata lungo le vie ispicesi per mettere a nudo le deficienze sulle opere al servizio della viabilità" Nella visione di Futuro e Libertà la viabilità cittadina ad Ispica non è affatto sicura. L’incolumità degli ispicesi non è pertanto garantita. Ne sono la prova l’immane pericolosità degli ingressi cittadini, dell’incrocio in via Brescia e la ripristinata circolazione stradale in piazza Unità d’Italia senza che sia stato evaso l’iter burocratico inerente ai collaudi. quanto denuncia Gianno Campo, commissario straordinario di Futuro e Libertà, evidenziando «l’inerzia dell’amministrazione comunale».« sufficiente scrive Campo in una nota una passeggiata lungo le vie ispicesi per mettere a nudo le deficienze sulle opere al servizio della viabilità e rendersi conto quanto l’amministrazione comunale sia miope alle carenze di cui soffre la città. Chi proviene da Modica spiega trova l’ingresso cittadino pericoloso. Da tempo, si attende una soluzione definitiva, efficiente, decorosa e, soprattutto, in grado di garantire sicurezza agli automobilisti. Una mancata sicurezza aggiunge che si può inoltre riscontrare nell’incrocio tra le vie Andreoli, Acireale, Papa Giovanni 23., dell’Arte e Brescia: qui rincara la dose Campo a farla da padrona è una scelta progettuale confusionaria, accompagnata dalla mancanza di un’adeguata segnaletica orizzontale con la conseguenza di incidenti più volte evitati solo grazie alla perizia di chi vi transita. E che dire si domanda di piazza Unità d’Italia, ovvero di quell’anonimo spiazzo su cui in un tempo non ancora lontano si offrivano agli occhi di ispicesi, e non, le mai dimenticate, ottocentesche, bellissime piazze Regina Margherita e Maria Josè? La Polizia municipale, eseguendo un’ordinanza emanata dal sindaco Piero Rustico, ha rimosso le transenne e collocato segnali stradali temporanei. Un atteggiamento, questo, che la cittadinanza ha inteso di insensibilità, da parte del primo cittadino, verso la pubblica incolumità, visto che non risulta evaso l’iter burocratico inerente ai collaudi di quest’opera tanto inutile, quanto dispendiosa». Campo invita in maniera propositiva e costruttiva l’amministrazione comunale a fornire soluzioni che siano di reale servizio per i cittadini.

Fonte: CorrierediRagusa.it  (leggi originale)

Attualit Ispica – Alluvione in contrada Marina Marza: disastro annunciato

Ispica – Una delegazione del Movimento Libertà e Buon Governo con a capo Pippo Barone, su invito di un folto gruppo di imprenditori agricoli,  ha effettuato un sopralluogo nel bassopiano ispicese. Si è constatato come ancora una volta si è verificato nelle nostre campagne il “disastro annunciato”. Infatti, come succede ormai da alcuni anni, le strutture del Consorzio di Bonifica di Ragusa si sono fatte trovare impreparate all’emergenza maltempo. Mezzi mal funzionanti hanno consentito che l’acqua piovana, giunta alla foce di Santa Maria del Focallo, invece di defluire a mare, si sversasse nei canali circostanti andando ad allagare la parte bassa del territorio. Il risultato è che, dopo circa 48 ore dalla fine delle piogge, si sono allagate centinaia di ettari di terreni coltivati. Il Movimento Libertà e Buon Governo esprime la propria solidarietà e vicinanza alle decine di piccoli e medi imprenditori colpiti da questo grave evento alluvionale e si unisce alla protesta per salvaguardare le imprese e l’economia del nostro territorio dai fenomeni, quale quello dei giorni scorsi, non certo eccezionali ed imprevedibili.  Sollecita il Comune di Ispica ad attivare le procedure presso l’Ispettorato Agrario e la Regione perché sia dichiarato lo stato di calamità naturale nella contrada Marina di Marza. Invita i titolari di aziende e i residenti a procedere alla certificazione del danno affinché gli uffici comunali, di concerto con l’Ispettorato Agrario possano operare una perimetrazione dell’area della calamità, primo, indispensabile, passaggio amministrativo per il riconoscimento dello stato di calamità.      

Fonte: RagusaNews  (leggi originale)

Quell´imbarcazione abbandonata nell´Ispicese…

ISPICA – 15/03/2011 – Ispica: il relitto è diventato un’attrazione turistica Il Pd ha inviato un documento al prefetto Cannizzo, domandando inoltre un intervento dell’Agenzia delle Dogane cui spetta il compito rimuovere e demolire il natante L’imbarcazione dei clandestini (nella foto), che giace da due anni sulla costa, è diventata un’attrazione turistica «caratteristica» della spiaggia ispicese. Viaggiatori veneti si sono divertiti ad immortalare l’inconsueto «monumento alla cultura», producendo un dossier di foto. Eppure, se l’amministrazione comunale avesse effettuato una richiesta di rimozione al prefetto, il natante sarebbe stato già prelevato dall’Agenzia delle Dogane diverso tempo fa. I turisti del Nord Est non sono stati gli unici a scattare foto del «barcone», anche i rappresentanti del Partito democratico ne hanno prodotte un numero considerevole e le hanno direttamente spedite al prefetto Francesca Cannizzo.Se da un lato, quindi, temiamo che i gitanti veneti inoltrino alla redazione di «Striscia la notizia» le immagini della decadenza del Sud, dall’altro, il Pd ne ha già consegnato le prove alle autorità. Il barcone è arenato da due anni nella spiaggia di Punta Castellazzo, deturpandone il paesaggio, senza che nessuno se ne occupi. Su quella imbarcazione (era la vigilia di Pasqua del 2009), giunsero sulle coste ispicesi oltre trecento immigrati clandestini di nazionalità somala.Il fatto è stato già denunciato sulla stampa, ma chi di dovere ha fatto orecchie da mercante. Il Pd ha quindi inviato un documento al prefetto Cannizzo, domandando inoltre un intervento dell’Agenzia delle Dogane cui spetta il compito rimuovere e demolire il natante. La richiesta scaturisce da motivi soprattutto igienici.L’imbarcazione, infatti, pur trovandosi ancora in discrete condizioni strutturali, a distanza di due anni, è divenuto ricettacolo di immondizia, dimora di topi ed animali randagi che possono costituire un pericolo per i diversi frequentatori della spiaggia di Punta Castellazzo, fra le più suggestive della Sicilia sudorientale. «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni scrive in un documento il segretario del Pd Gianni Stornello da parte di assidui frequentatori della spiaggia di Punta Castellazzo sulla presenza di questo barcone che stimola sicuramente molta suggestione per ciò che ha rappresentato per i trecentoventuno immigrati, fra i quali c’erano quarantasette donne e sei bambini, e per noi stessi, richiamandoci al dovere della solidarietà e dell’accoglienza. Il problema sta nel fatto che spiega a distanza di due anni il relitto è ormai in condizioni igieniche precarie. Abbiamo avviato una serie di contatti prima con la Capitaneria di Porto e poi con l’Agenzia delle Dogane che deve procedere alla rimozione, ora che non è più sotto sequestro. C’è la possibilità di una procedura rapida in tal senso se a chiederla è la prefettura, alla quale ci siamo rivolti. Contiamo conclude sulla sensibilità del Prefetto al fine di eliminare dalla spiaggia quello che può essere un simbolo evocativo dei vari aspetti dell’immigrazione, ma che è anche un potenziale pericolo che è meglio non avere».

Fonte: CorrierediRagusa.it  (leggi originale)

Radio RTM Modica » bapr

Il poeta modicano Pippo Puma, che vive a Milano, Presidente dell’Associazione Culturale e Musicale “Casa Giara “, desidera esprimere tutta la riconoscenza alla Banca Agricola Popolare di Ragusa, Filiale di Milano, Largo Augusto, 7, per l’intervento finanziario quale main sponsor alle manifestazioni inseriti nel programma del 27° anno di attività culturali di “Casa Giara”, che si svolgono nei locali del sodalizio a Marina di Modica, Via Lipari, 31, nella Piazzetta Salvatore Puma nel mese di agosto 2015 e a cui partecipano tanti siciliani che vivono a Milano e in Lombardia.Con l’occasione Pippo Puma desidera esprimere tutta la riconoscenza alla Banca Agricola Popolare di Ragusa per la costante disponibilità a contribuire alle varie manifestazioni organizzate nel corso dell’anno dalle Associazioni Siciliane che operano nella Lombardia, e dalla F.A.SI. (Federazione delle Associazioni Siciliane in Lombardia).

Fonte: radiortm.it  (leggi originale)

Il Terremoto del 1693. Ispica commemora il tragico evento che distrusse Spaccaforno

Ha avuto luogo ieri pomeriggio, presso la Chiesa di S. Antonio Abate, la solenne cerimonia di commemorazione, nel 318° anniversario, del devastante terremoto che l’11 Gennaio 1693 distrusse l’antica Spaccaforno.La celebrazione ha avuto inizio sul sagrato della Chiesa, emblematica per l’evento commemorato in quanto è l’unica dell’epoca ad aver resistito al sisma, con il picchetto d’onore. All’interno del tempio, Giuseppe Fronte ha prima intonato con la tromba il ‘silenzio fuori ordinanza’, mentre il Sindaco e il Celebrante deponevano ai piedi dell’altare fiori e un cero in ricordo delle vittime del terremoto e dalla ‘Cava’ tre salve a cannone ricordavano alla città l’ora precisa del tragico evento, e poi eseguito con l’organo le due marce funebri della tradizione ispicese, ‘SS. Cristo alla colonna’ e ‘SS. Cristo con la croce sulla via del Calvario’, dando inizio alla funzione religiosa presieduta dal Vicario parrocchiale Don Salvo Bella.Il rito, quest’anno ancor più partecipato da numerosi cittadini ed autorità civili e militari, nonché da una rappresentanza dell’Amministrazione comunale composta dagli assessori Gianni Tringali e Donato Bruno, dal presidente del Consiglio comunale Carmelo Oddo e dai consiglieri comunali Giuseppe Quarrella e Piero Zocco, si è concluso con il discorso commemorativo del sindaco Piero Rustico: “Una celebrazione di questo tipo trova la sua vera ragione nella necessità di aiutare la memoria collettiva a non disperdere il grande patrimonio di storia e di affetti della comunità stessa. I gesti che abbiamo appena compiuto e quelli che ancora compiremo in questo momento celebrativo vogliono essere anche un atto di culto delle memorie. Il culto delle memorie non è una vana parola, non è un convenzionale luogo retorico. Il nostro popolo sente la sua continuità di pensieri e di affetti con tutte le generazioni che l’hanno preceduto. E’ per questo che noi, dopo 318 anni dal terremoto che distrusse l’antica Spaccaforno, sentiamo ancora tutto il fascino che ci ispirano i ruderi e le grotte della nostra Cava, che furono culla, dimora e tomba dei nostri padri” ha dichiarato il primo cittadino, aprendo la sua orazione.Formatisi in corteo, le autorità ed i cittadini presenti hanno mosso, poi, verso il suggestivo affaccio sul Parco Forza retrostante la Chiesa, da dove Don Salvo Bella ha recitato la preghiera di suffragio e benedizione in memoria delle vittime ed il sindaco Rustico ha lanciato dei fiori verso la sottostante Cava, quale gesto simbolico di omaggio e ricordo dei tanti che perirono nel terremoto.

Fonte: radiortm.it  (leggi originale)

ISPICA – Amministrazione di Ispica sprecona, il Pd attacca

ISPICA – 18/09/2010 – Ispica: sono stati 300 mila gli euro spesi dal Comune «Le folli spese» sostenute dall’amministrazione comunale non sono state gradite dall’opposizione Sono stati 300 mila gli euro spesi dal Comune, impiegati nelle manifestazioni del cartellone estivo. Un programma, secondo i rappresentati del Partito democratico (Pd), caratterizzato da eventi che «si sono rivelati autentici flop», denunciando «le folli spese» sostenute dall’amministrazione comunale.La città che descrive il Pd «è rimasta vuota diversi giorni dell’estate appena trascorsa: bar e ristoranti hanno lamentato l’assenza di turisti, ma anche l’impossibilità di lavorare nel modo migliore per i divieti imposti dall’amministrazione. E i giovani hanno preferito Pozzallo e Marzamemi alla locale, non bene identificata «movida»». Il Pd procede quindi ad enucleare gli «eventi sperpero» che hanno «riempito» il programma dell’estate ispicese. «In primis Zagara e Rais – indicano i consiglieri comunali Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo – costata agli ispicesi oltre 28 mila euro, che, incredibilmente, non ha visto la partecipazione dei consiglieri di maggioranza. Poi, Ispicarte. La kermesse, costata ben 17 mila euro, è riuscita a richiamare solo l’attenzione di pochi intimi, dato che la maggior parte degli ispicesi erano attratti dagli eventi nei comuni vicini. Ed ancora, la Notte dei sapori che, per la prima volta, dopo diverse edizioni, non ha registrato la presenza degli anni precedenti ed è costata quasi 70 mila euro. Eccessivi sono infine risultati i 55 mila euro spesi per Fiorella Mannoia, che si è esibita in concerto per ferragosto». I molti eventi, le serate dedicate alla musica ed al teatro, i tornei di calcetto avrebbero dovuto quindi richiamare l’attenzione dei turisti. Secondo il Pd, però, «neppure gli ispicesi hanno scelto di restare in città, preferendo gli appuntamenti in calendario negli altri comuni. Non c’è stata un’iniziativa che abbia determinato ricadute economiche positive. Tutto questo denaro pubblico sperperato concludono Muraglie e Roccuzzo poteva spendersi per aiutare le famiglie in difficoltà, far partire i cantieri di lavoro pubblici creando occupazione, aiutare commercianti ed artigiani con degli sgravi fiscali per far ripartire l’economia locale e aiutare i giovani a crearsi un futuro scegliendo di restare ad Ispica».

Fonte: CorrierediRagusa.it  (leggi originale)